LA CROCE E LA REPUBBLICA ISLAMICA

Sfatare il mito: “nei vostri paesi non possono costruire chiese e andare in giro con il crocefisso”.

 

Di Alì Khan

 

Ormai è opinione comune e pregiudizio mentale e sopratutto infondato pensare che nei paesi mussulmani sia proibito ogni altra forma di religione che non sia la religione Islamica, niente di più sbagliato.

Infatti salvo qualche rarissimo caso, la stragrande maggioranza dei paesi Islamici da libertà di culto. Addirittura nella stessa bandiera nazionale della Repubblica Islamica del Pakistan, la striscia bianca sta a significare le minoranze che popolano il paese come parte integrante del paese stesso.

Nella città di Karachi melting pot di etnie e lingue, una città che accoglie oltre un milione di profughi afghani,con quasi 25 milioni di abitanti (tra registrati e non) sorge la più grande croce cristiana d’Asia, alta circa 50 metri ed include un braccio trasversale largo quasi 20 metri, è cosi imponente da aver modificato la skyline della città. La croce sorge in una città dove su 23 milioni di abitanti solo un milione professa la fede cristiana, nonostante in Pakistan ci siano splendide e maestose chiese, l’imprenditore pakistano Parvez Henry Gill ha sentito il desiderio di crearla dichiarando: «costruire una croce più alta di qualunque altra al mondo in un paese musulmano. Sarebbe stata un simbolo di Dio e chiunque l’avrebbe guardata sarebbe stato libero da ogni preoccupazione».

La croce all’ingresso del più grande cimitero cristiano di Karachi il secolare cimitero di Gora Qabaristan con centinaia di tombe statue centenarie, Hanno lavorato alla croce circa cento lavoratori con alcuni operai musulmani lavorando insieme per completare il progetto.

La croce potrà essere vista da quasi tutti i quartieri di Karachi. Ma la cristianità in Karagchi non è solo la croce, la Cattedrale cattolica di San Patrizio in stile neogotico è una delle più belle del continente, mentre la Chiesa di Sant’Andrea con un campanile alto 41 metri, simbolo del legame tra la provincia del Sindh e la Scozia, maestosa è anche la chiesa di san Lorenzo fatta di pietra rosacea.

Bisogna anche dire che la croce ha suscitato delle polemiche nel mondo cristiano pakistano come dichiara Mario Rodrigues, prete cattolico di Karachi, per anni direttore delle Pontificie opere missionarie in Pakistan: «Che bisogno c’era di alzare quella croce? I cristiani in Paksitan hanno una fede forte e radicata. Un monumento del genere può essere interpretato come volontà di dominio e istigare le reazioni dei gruppi radicali islamisti».

Invece una parte dei mussulmani pensa che la croce è la prova che le minoranze godono di piena libertà in Pakistan.

2 thoughts on “LA CROCE E LA REPUBBLICA ISLAMICA

  • OMG! A boss might need to feel like he’s the big cheese every once in a while but running a dairy at work is a bit much! Loved the exception for the Hon728#1&;ble Railways Minister, but does the clarification below the rule apply to him as well? PS: Are we to believe that you actually equated wives and buffaloes in the presence of Mrs. Shenoy? I don’t buy it.PPS: I hope the Mumbai Mirror isn’t a satire mag a la the Onion.

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