APPROFONDIMENTO SUL SUFISMO

RELAZIONE SUL SUFISMO A CURA DI CRISTIAN FARANO, ALL’INTERNO DELL’APPROFONDIMENTO VARIE RAMIFICAZIONI DEL SUFISMO NEL SUBCONTINENTE. L’ASSOCIAZIONE RINGRAZIA PER IL LAVORO SVOLTO.

 

 

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IL SUFISMO: DIMENSIONE SPIRITUALE E MISTICA DELL’ ISLAM

 

Gli avvenimenti tragici a partire dal 11 settembre fino alla irruzione violenta e orribile nello scenario politico mondiale del cosiddetto daesh ,hanno contribuito a rinverdire antichi stereotipi e miopi semplificazioni nei riguardi dell’ Islam. Dal 11 settembre fortissime, scomposte ed anche molto parziali e affrettate sono state e sono le polemiche sul Islam e la presenza islamica in Europa e non solo .Molti purtroppo hanno gridato ed attivamente incitato ed eccitato gli animi popolari, a quello che è definito “scontro di civiltà”, vedasi le esasperate quanto accese asserzioni di Oriana Fallaci e di chi ha eletto la giornalista ad una presunta paladina contro una presunta “islamizzazione” dell’Europa e dell’Occidente,dimenticando volutamente le tante angherie e vessazioni colonialiste subite dal mondo islamico per mano del cosiddetto “mondo libero e democratico”.Chi oggi incita da una parte e dall’altra al cosiddetto “scontro di civiltà” o peggio parla dell’ Islam come un vuoto di civiltà o come si dice nelle birrerie , di Islam “come feccia dell’ umanità” non sa nulla di nulla circa i legami tra Islam ed Occidente,legami certo fatti anche di duri scontri , ma anche da proficui scambi. Come si può dimenticare che tutte le principali opere scientifiche e filosofiche greche durante il Califfato Abbaside furono tradotte dal greco al’ arabo tramite il siriaco? E che i traduttori erano cristiani siriaci al sevizio del Califfato?(termine storpiato dagli aguzzini dell’ Isis e purtroppo malinteso pure dai nostri buoni media) e come dimenticare che dal Andalusia governata dai musulmani questi capolavori tradotti poi in latino , hanno risvegliato l’ Europa dal suo torpore? E tutto ciò grazie al’ Islam. Nomi come Ibn Sina , Ibn Rushd,Al Ghazali , per non parlare di altri nomi ,non dicono più nulla? ,non ricordano che Islam non è affatto sinonimo di oscurantismo e di ignoranza? ,Non sappiamo bene la storia di Federico II di Svevia? ,o della Sicilia Islamica e Normanna? O queste e tantissime altre storie , non interessano alle cosiddette sirene islamofobe , che ritengono che di cultura non si campa e che tali storie sono solo passato(sconosciuto a tutti loro).Storia da riscoprire sia da cristiani , che da ebrei e musulmani , ma storia vera che non è fatta solo da orrore ma anche da cultura e studio. Ma la ferocia dei conflitti legati al fondamentalismo che suole autodefinirsi islamico e che i nostri media tendono a sottolineare con enfasi molesta,destano l’ idea errata che l’ Islam non solo culturalmente ma anche spiritualmente non abbia nulla da offrire. l’ Islam purtroppo viene associato ad oscurantismo e la sua storia anche gloriosa rischia di essere oscurata da atti criminali, che non rappresentano minimamente il nocciolo dell’ Islam. La recente distruzione da parte degli sgherri dell’ autoproclamato “stato islamico “ purtroppo ha rinfocolato le polemiche miopi ed antistoriche che vedono nell’ Islam solo ignoranza, ignorando veri e grandi Califfi, come il Califfo Abbaside Al Mamun , il quale invece che dare fuoco ai libri(come hanno fatto a Mosul gli estetismi dell’ Isis) ha inaugurato a Baghdad il Famoso Bait Al Hikma vera biblioteca e centro vivace di traduzioni di opere e testi dal greco , sanscrito siriaco e pahlavi.

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Ma il nostro Al Mamun non pago di ciò operò di più,infatti il suddetto califfo ordinò che nei pressi della Porta Shammasiyya a Baghdad fosse eretto un osservatorio astronomico come c’era già un osservatorio astronomico a Damasco perfezionando profondamente le ricerche di eminenti e celebri scienziati arabi quali Nawbakht al Farisi di Abu Ishaq Al Fazari , di Abu Mashar Al Balkhi di Muhammad Bin Musa Al Khwarazmi ( da cui chiaramente deriva algoritmo come dal’ arabo deriva algebra e tanti termini di matematica a dimostrazione di attivismo scientifico e culturale nell’ Islam )ed altri e tale Al Mamun ha illustrato l’ Islam con la sua illuminata attività di cultura e sapere(altro che lo pseudo califfo al baghdadi)ma altre dinastie hanno illuminato l’ Islam , come gli attivissimi Fatimidi di Egitto o dinastie islamiche andaluse .Questi movimenti feroci che insanguinano innanzitutto il mondo islamico , facendo morti e causando dolore e rovina, e che delle volte colpiscono anche al di fuori del mondo islamico ,come già detto,non solo suscitano affrettati giudizi e condanne con le inevitabili e sterili polemiche antislam di certi politici d’ assalto ma instillano nella mente delle persone più impreparate , che i “kamikaze”non siano altro che la”più pura manifestazione e realizzazione dell’ Islam”e che i musulmani siano mossi da precetti violenti e che siano spinti a ciò dal messaggio “violento” del Corano(che in pochi da noi hanno letto e contestualizzato Sacro Corano per altro distorto da pseudo interpreti quali sono i fondamentalisti che con i loro video di propaganda alterano il messaggio coranico).Gilles Veinstein faceva giustamente notare che oggi agli occhi degli occidentali la vera e autentica civiltà dell’ Islam rischia di scomparire sempre di più dietro il tetro velo del fondamentalismo .La parola Sharia , che pure è applicata a un corpo di dottrine molto vasto,è divenuta agli occhi degli occidentali il simbolo di un presunto ordine sociale arcaico , feroce e barbaro , in cui la donna è asservita al’ uomo ,e viene lapidata e segregata etc e lo studioso giustamente illustra i luoghi comuni sull’Islam . Ma chi sa che il Corano e la costante meditazione sui temi coranici ha generato anche una profonda vena mistica nell’ Islam?.Il sufismo (arabo tasawwuf al islami ovvero mistica islamica) è stato ed è una costante che si è sviluppata lungo tutta la storia dell’ Islam. Benché molti studiosi europei abbiano attribuito una genesi allogena per il movimento del sufismo,attribuendo al tasawwuf ora origini ed influenze cristiane orientali, iraniane e persino indiane,tuttavia come ha illustrato ottimamente il mistico e islamista francese Louis Massignon (1883-1962) ,il sufismo è profondamente radicato nell’ Islam anzi risale sin alle origini dell’ Islam. Molti individuano le origini del sufismo nei primi moti di pii devoti (zuhhad) ed asceti ( nussak) che hanno approfondito le tematiche spirituali del Sacro Corano,come reazione alla guerra civile che si stava combattendo nel giovane Islam , tra gruppi che nei secoli si connoteranno come sunniti e sciiti e come reazione al clima mondano realizzatosi dopo le prime veloci conquiste compiute dagli arabi. Varie sono le etimologie del termine sufi ,la radice da cui proviene il termine sufi e le parole ad esso collegate , indica tutto ciò che è legato alla lana. La lana in arabo è chiamata suf e questo suf è un tessuto con cui erano fatti dei mantelli di poco valore ed si trattava di abiti legati alla povertà ed i sufi solitamente per definirsi hanno utilizzato il termine arabo”faqir” con il significato di povero molto simile al senso evangelico di povero in spirito,cioè colui che è totalmente indifferente alle ricchezze e beni di questo mondo ed è totalmente assorbito dalla contemplazione di Dio. La lana secondo una tradizione è l’ abito indossato dai Profeti come ad esempio Mosè sul Sinai ed Hazrat Hassan Al Basri ,padre nobile del Sufismo ci tramanda che anche Gesù , Profeta amatissimo ed stimato da tutti i musulmani,indossava abiti di lana, come segno della sua rinuncia totale al mondo e ancora il famoso tradizionista Abu Musa Al Ashari ci riporta un Hadith del Profeta Muhammad in cui si parla di 70 Profeti che a piedi e vestiti del suf si dirigono verso il Sacro Tempio della Mecca. Altri ancora hanno legato la parola sufi ad Ahl As Suffa, termine che sta a designare il gruppo di Compagni del Profeta Muhammad che conducevano una vita tutta fatta di devozione a Dio e di ascesi e che vivevano nei pressi della veranda (Suffa) della moschea del Profeta Muhammad Ma vi è una altra etimologia del termine sufi , di cui ci parla la stessa tradizione sufi,infatti i mistici islamici collegano il termine sufi alla parola araba”safa”che significa purezza nel senso di “ripulitura” del cuore ed anima da tutto ciò che distoglie loro dalla visione di Dio .Altri ancora legano la parola sufi al termine arabo”saff”che significa primo rango o prima schiera innanzi a Dio e questa parola è un chiaro riferimento al versetto(ayat) coranico in cui è asserito<Per coloro che sono schierati in ranghi>(Cor.37.1) e a ciò fa riferimento il grande mistico sufi andaluso Hazrat Shaikh Muhyi UdDin Ibn Arabi(morto a Damasco nel 1240)”a coloro che percorrono sulla via di Dio la strada della proclamazione della Unità Divina”.

Pakistani whirling dervish dancers from Shah Hussains Mazaar perform during the International Sufi Festival-2012 in Amritsar on October 21, 2012. Participants from various countries including Afghanistan , Bangladesh, Maldives, Iran, Nepal, Pakistan ,Sri Lanka ,Tajikistan ,Turkey ,Turkmenistan ,Uzbekistan and India participated in the two days event organised by the Foundation of SAARC Writers and Literature SAARC Apex body and Punjab Heritage and Tourism Promotion Board Government of Punjab. AFP PHOTO/ NARINDER NANU (Photo credit should read NARINDER NANU/AFP/Getty Images)

Il grande trattatista sufi Hazrat Abu Bakr Al Kalabadhihl autore del “Kitab at Taarruf li madhab ahl at Tasawwuf,”precisa che”chi li ricollega alla veranda e alla lana fa riferimento all’aspetto esteriore del loro stato ;essi così sono persone che abbandonano questo mondo , sono uscite dalle loro patrie, hanno spezzato ogni loro legame e relazione con i compagni allontanandosene,e si sono messi a peregrinare per i paesi…e non hanno preso di questo mondo che ciò di cui non si può fare a meno per coprire le parti intime e tamponare la fame” ed Hazrat Abu Bakr Al Kalabadhi in queste righe ha ben reso il concetto di sufi. Ma come si è dipanato il sufismo?Come abbiamo asserito in precedenza germi del sufismo possono intravedersi nelle prime comunità di pii devoti (zahid ,pl.zuhhad) ed asceti ( Nussak) che già sussistono nei primi tempi di vita dell’ Islam ed infatti si notano già tratti ascetici risalenti al II secolo dell’ Egira ad esempio in Hazrat Abdullah Ibn Al Mubarak (m.181 dell’ Egira/797 dell’ Era Cristiana .L’utilizzo del termine sufi risale al II secolo dell’ Egira ,VIII dell ‘Era Cristiana ed sarebbe stato adoperato per un uomo di nome Abu Hashim Uthman Ibn Sharik originario della città irachena di Kufa altri ritengono che la parola sufi sia stata adoperata per la prima volta in riferimento a Jabir Ibn Hayyan il celebre alchimista islamico notissimo nella Europa Medievale con il nome latino di Geber. Il nome collettivo ,sufiya ,che testimonia di gruppi sufi, sembra utilizzato per la prima volta ad Alessandria di Egitto nel 200 dell’ Egira. Un personaggio molto importante e misterioso nel mondo del tasawwuf è Hazrat Shaikh Uways Al Qarani(m.35 -37 dell’ Egira)per altro eponimo di un metodo di trasmissione spirituale molto importante per i sufi. La tradizione definisce Hazrat Uways come il migliore dei Seguaci dei Compagni di Muhammad di Hazrat Uways ci parla un Hadith trasmessoci da Muslim. Ma il Tasawwuf Al Islami conoscerà una vera e propria fioritura di eccellenti Mashaikh(Maestri Spirituali) vere gemme spirituali .La prima illustre figura nel mondo sufi risponde al nome di Hazrat(titolo spirituale) Imam Hassan Al Basri grande asceta e teologo e pensatore dell ‘ Islam originario di Bassora (arabo Basra) città dell’ Iraq Meridionale. Hazrat Imam Hassan Al Basri da Basra fu testimone dei drammatici conflitti che sconvolsero la comunità islamica,rifiutandosi di prendere posizione in tale conflitto. L’attività di Hazrat Hassan Al Basri fu quella di grande maestro del pensiero islamico sunnita. Nello sviluppo del Sufismo Hazrat Imam Hassan Al Basri è snodo centrale tra ascetismo(zuhd)e mistica ,vigoroso in Imam Hassan Al Basri è il disprezzo del mondo effimero e vano(Dunya) entità ingannevole dalle cui spire mortali si fugge attraverso una durissima ascesi che deriva dal “Khawf “dal timore profondo per Dio . In Hazrat Hassan Al Basri questo timore di Dio varia in base al livello spirituale del singolo ed la manifestazione più bassa del “khawf”è costituita dalla paura del castigo che spinge ad esercitare una scrupolosa attenzione a non infrangere la Legge Divina (Sharia) e il livello più elevato di tale khawf è il timore di non essere in grado di attuare quanto l’Amato si attende. Ed in entrambi tali livelli del khawf ,Timore di Dio,elemento fondamentale dello scrupolo è il controllo della nafs dell’ anima carnale e sensuale. Ma più di ogni spiegazione alcune citazioni di testi di Hazrat Imam Hassan Al Basri renderà bene il concetto<Il mondo è un serpente velenoso>asserisce Hazrat Imam Hassan Al Basri :Sta bene in guardia da questo mondo , poiché esso è simile ad un serpente velenoso ,liscio al tatto ma dal veleno fatale. Allontanati da tutto ciò che ti può piacere in esso, poiché ti farà poca compagnia. Getta via ogni ansia per il mondo,poiché tu hai già visto come rapidamente muta e sai per certo che anche tu dovrai lasciarlo. Sopporta l’ austerità per il riposo che ti attende…Ho inteso dire che Dio Eccelso non ha creato nulla di più vituperabile a Lui che questo mondo:dal giorno in cui lo creò non lo ha degnato di un solo sguardo ;tanto Dio Eccelso aborre questo mondo>Un altro bel testo di Hazrat Imam Hassan Al Basri ci parla di Gesù (Isa nel Corano)quale esempio eccellente di povertà( in arabo faqr) asserisce Hazrat Imam Hassan Al Basri >Egli ,Gesù,era solito dire:il mio pane quotidiano è la fame ,il mio distintivo è la paura , il mio ornamento è la lana ,la mia cavalcatura sono i miei piedi , la mia lanterna di notte è la luna , il mio fuoco di giorno è il sole e la mia frutta e le mie erbe odorose sono ciò che la terra produce per gli animali selvatici e domestici .Nulla posseggo per la notte,eppure nessuno è più ricco di me>Questi ed altri interessanti testi di Hazrat Hassan Al Basri,ricordano molto da vicino molti testi dei Padri del deserto ,occorre notare che il mondo inteso dai mistici è il mondo come oggetto di brame carnali e desiderio smodato di possesso insomma il mondo divenuto idolo. Altro grande mistico sufi e maestro spirituale è Hazrat Maaruf Al Karkhi(m.200 dell Egira)A Maaruf Al Karkhi si fa risalire la scuola di sufismo di Baghdad. Liberto dell’ ottavo imam degli sciiti duodecimani ,Ali Ar Rida, Hazrat Maaruf Al Karkhi ne fu discepolo lungo la via, ma Maaruf Al Karkhi fu discepolo di un altro grande sufi quale Hazrat Daud At Tai , il che lo rende discendente spirituale del grande Hazrat Imam Hassan Al Basri .Discepolo di Shaikh Maaruf Al Karkhi è Shaikh Sari Saqati , la storia di questo sufi è molto interessante , infatti Sari As Saqati possedeva un negozio di spezie in un quartiere del mercato di Baghdad , un giorno in tale quartiere scoppiò un incendio che distrusse tutte le botteghe. Quando annunciarono ad Sari Saqati che il suo negozio era andato distrutto,allora il grande sufi commentò che ciò era una grande liberazione. Poi Hazrat Sari Saqati Sahab apprese che il suo negozio era stato risparmiato dalle fiamme allora il grande sufi vendette il suo negozio e distribuì tutto il ricavo ai poveri ,dedicandosi totalmente alla via sufi e a Dio. La figura di Hazrat Sari Saqati è molto rilevante per il sufismo infatti lui fu il primo sufi ad analizzare il percorso della realizzazione spirituale nelle sue tappe (Maqamat) Come il suo maestro , Hazrat Maaruf Al Karkhi, Sari As Saqati dava grande importanza all’ azione morale .Un altra figura chiave nel sufismo è quella di Hazrat Harith Al Muhasibi (n.171/781,m.243/857).Nato a Basra ,quindi influenzato dalla scuola sufi del grande Hazrat Imam Hassan Al Basri,Harith Al Muhasibi si trasferì molto presto a Baghdad. Sembra che l’adesione di Hazrat Harith Al Muhasibi ,al sufismo sia avvenuta piuttosto tardi ,inseguito ad una profonda crisi spirituale .Gli interessi precedenti di Harith Al Muhasibi erano indirizzati agli Ahadith e al Kalam(teologia speculativa).Il grande mistico è autore di almeno una ventina di importanti opere per tutta la mistica sufi,infatti Hazrat Harith Al Muhasibi da grande rilevanza al tema della conoscenza. Il grande Studioso e mistico sufi persiano Hazrat Ali Hujwiri, nel suo pregevole testo Kashf Al Mahjub,parlandoci di Hazrat Al Muhasibi, afferma che il grande mistico,attribuendo grande rilievo alla conoscenza,reputava totalmente inutile l’azione non supportata da un retto sapere e Harith Al Muhasibi asseriva che Dio non si conosce tramite l’ azione ma tramite il sapere .Certo è molto nota la scrupolosa attenzione di Harith Al Muhasibi per il totale compimento degli atti del culto e degli atti surerogatori infatti questa netta attenzione del sufi si ritrova nel suo stesso nome infatti Al Muhasibi deriva da Muhasaba che in arabo indica l’ esame della propria coscienza.Un importante testo di Hazrat Harith Muhasibi è il Al Riaya li Huquq Allah e gran parte degli scritti del sufi basriota riguarda proprio l’ autodisciplina e appunto l’ esame di coscienza. Il Kitab Al Wasaya di Harith Al Muhasibi consiste in una serie di sermoni su temi ascetici. Un altra importantissima opera di Harith Al Muhasibi , il Kitab At Tawahhum,è una vivida descrizione degli orrori della morte e del giudizio finale e che culmina con una meravigliosa immagine della visione beatifica ma il tratto più originale di Hazrat Harith Al Muhasibi è contenuto in un bel trattato sull’ amore (Fasl fi-l-Mahabba) che ci dona un primo abbozzo sull’ Amore Mistico secondo i sufi. Coevo di Hazrat Harith Al Muhasibi è un altro grande mistico sufi cioè Shaikh Dhu Nun Al Misri(m.245/859)la tradizione sufi ci indica che Ibrahim ,padre di Dhu Nun Al Misri,fosse nubiano,alcuni aggiungono cristiano copto. Dhu Nun Al Misri è giustamente reputato come uno dei grandi shaikh sufi,e in questo ambito gli sono stati attribuiti più maestri uno dei quali avrebbe iniziato Dhu Nun Al Misri al metodo alchemico del grande alchimista e scienziato musulmani Jabir Ibn Hayyan, questa informazione va messa in relazione con un certo numero di trattati di argomento alchemico che sono sotto il nome di Dhu Nun Al Misri .Il grande mistico sufi andaluso Hazrat Ibn Arabi ha scritto in arabo questo libro”Al Kawkab ad durri fi manaqib Dhu Nun Al Misri “proprio in onore del grande sufi egiziano. Di due maestri sufi di Dhu Nun Al Misri si parla con forza :Shukran Al Abid (m.186/802)dottore della legge di Qayrawan e di una donna sufi molto importante ossia Fatima An Nisaburiyya che fu in relazione con un’ altro eccellente sufi quale Shaikh Bayazid Al Bistami. In Shaikh Dhu Nun Al Misri è molto presente il tema dell Amore Mistico(Mahabba) ed il tema dello ( Shawq)ardente desiderio e passione per la contemplazione del Volto di Dio che origina il wajd ossia estasi mistica.Ma Hazrat Dhu Nun Al Misri approfondì il tema, rilevantissimo per tutti i sufi,della “conoscenza immediata di Dio”( maarifa)propria del sufi,che Hazrat Dhu Nun Al Misri designa volentieri con il termine arabo”Arif”ossia gnostico. Anche Hazrat Dhu Nun Al Misri si è adoperato per la descrizione degli stati spirituali che il sufi attraversa lungo il suo cammino costante verso Dio. In particolare Shaikh Dhu Nun Al Misri primo tra i sufi sostenne la chiara utilità della” audizione spirituale o concerto mistico” “ Samaa”come mezzo per il raggiungimento della wajd ossia estasi. Tale Samaa terreno è solo pallidissima e flebilissima eco del vero Samaa quello celestiale nel mondo divino di Hazrat Dhu Nun Al Misri restano bellissime preghiere:Le creature annunciano la Gloria di Dio:

o mio Dio non ho mai inteso il grido di un animale né il fruscio delle fronde degli alberi né il mormorio dell’ acqua né il soave canto degli uccelli , né percepito il dolce invito dell’ombra o il sibilo del vento o il fragore del tuono senza constatare che essi testimoniano della tua Unicità che nulla al mondo è uguale a Te, che Tu domini e non sei dominato che Tu sai tutto e nulla ignori che Tu sei misericordioso e non opprimi con i tuoi rimproveri che Tu sei giusto e non commetti ingiustizia che Tu sei veritiero e no menti mai>.Ma il tema dell’ Amore Mistico (Mahabba)era stato introdotto nel sufismo da un’ altra personalità di spicco della mistica islamica ed è Hazrat Rabia Al Adawiyya di Basra una celeberrima santa dell’Islam. La sua storia è emblematica,orfana venduta come schiava e poi liberata dal suo padrone dopo che ebbe constatato che Rabia Basri era una santa prediletta da Dio .Dopo essere stata liberata Rabia Basri volle dedicarsi solo a Dio e così andò a vivere in una umilissima capanna alla periferia di Basra, dove visse in totale ascesi e devozione a Dio e costanti preghiere. Maestro di Rabia Basri, fu Shaikh Abd Ul Wahid Ibn Zayd(m.177/793), uno dei fondatori del cenobio di Abbadan , alla foce del fiume Tigri. L’aspetto fondamentale della mistica di Hazrat Rabia Basri è il tema del puro amore per Dio, perché se nell’ ascetismo al riguardo della devozione a Dio domina il tema della paura “khawf”per il castigo eterno, l’ inferno,e il tema della speranza (raja) per il premio,il paradiso, per Rabia Basri simili basse considerazioni non devono diventare il motivo di amore per Dio. L’ amore per Dio,(ishq)deve liberarsi totalmente da tutti i residui che offuscano la vera devozione a Dio e tra tali residui ci sono proprio inferno e paradiso che non devono condizionare l’ Amore per Dio. A tal proposito è interessante un aneddoto proprio su Rabia Basri. Gli agiografi riportano che un giorno Rabia Basri fu vista girare per le vie di Basra(Bassora Iraq) reggendo in una mano una fiaccola e nell’ altra un secchio pieno di acqua. A chi le chiese il perché di questa azione, Rabia Al Adawiyya rispose mirabilmente che con la torcia avrebbe arso il paradiso e con l’ acqua avrebbe estinto le fiamme dell’ inferno così concluse Rabia Basri l’ Amore per Dio sarebbe stato totalmente puro e scevro da timori e speranze che in realtà distolgono da Dio. Ma altre personalità caratterizzano il sufismo del II secolo dell’ egira illuminato da tre eccellenti personalità quali sono Abu Yazid Al Bistami( m 261/874 dell’ era cristiana) Hazrat Junaid Al Baghdadi(m .298/910 dell’era cristiana ) e il grande martire mistico dell’ Amore per Dio Shaikh Husayn Ibn Mansur Al Hallaj crocifisso a Baghdad il 309 dell’ egira il 922 dell’ era cristiana. Purtroppo non potremo entrare nel dettaglio ma indizi su queste grandi personalità sufi, vanno forniti. Shaikh Abu Yazid Al Bistami ,sufi dell’ Iran orientale,visse in una severa austerità nel suo villaggio natale di Bistam,egli è il primo sufi che ,avendo sperimentato l’ unione con Dio, per descrivere questa sua profonda esperienza mistica,si esprime nello stato di ebbrezza mistica con termini estatici che scandalizzano i comuni fedeli. Shaikh Abu Yazid Bistami da luogo a quelle”locuzioni teopatiche “ che in arabo sono chiamate”shatahat”.Con Al Bistami inizia a porsi fortemente il tema della unione con Dio quale vera meta ambita dal sufi ebbro di Dio .In Abu Yazid Al Bistami affiorano due tematiche fondamentali per tutto il sufismo quello dell’ annullamento del se (fanà) e il tema della ascensione mistica in Dio(miraj) ascensione del sufi non in uno spazio fisico bensì in un universo spirituale fino al’ ambita visione di Dio .

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Shaikh Abu l Qasim Junaid Al Baghdadi rappresenta il maestro sufi attento e prudente , infatti lui riflette sulle profonde esperienze mistiche che si erano sviluppate nell’ Islam ed avvertì l’ esigenza di una sintesi tra questi cammini mistici e la sunna ossia le tradizioni del Profeta dell’ Islam .Shaikh Junaid Baghdadi si adopera per tracciare un quadro dell’ esperienza sufi cercandone le basi nei dati rivelati dal Corano. Per Junaid il cammino sufi ha inizio già nella pre-eternità,ossia in quel “mithaq”in quel patto primordiale fra Dio e le anime umane che risale prima della stessa creazione e di cui parla lo stesso Corano. Per Shaikh Junaid Al Baghdadi ,la via sufi è essenzialmente un ritornare a questo stato originale ed la via maestra per questo ritorno è l’ annullamento anzi la trasmutazione del sé (fanà)che si attua gradualmente liberandosi da tutti i vincoli e lacci mondani. Per Junaid Al Baghdadi tale annullarsi,non termina nel nulla ,bensì in Dio ,infatti Hazrat Junaid Baghdadi ricordando della vera natura del sufismo, afferma” che il sufismo consiste nel fatto che Dio ti faccia morire a te stesso per farti vivere in Lui”.Shaikh Junaid Al Baghdadi approfondisce in modo saggio e prudente il tema del “tawhid” Unità di Dio. Figura chiave della mistica islamica,molto osteggiata dal potere politico e dai legalisti dell’ Islam, ma anche molto amata e stimata ,è quella del grande Martire dell’ Amore Mistico,Hazrat Husayn Bin Mansur Al Hallaj,nato nel 244/858 nel Fars (Iran) era figlio di un cardatore di cotone ed con tutta la sua famiglia si trasferì dall’ Iran a Wasit (Iraq) città fiorente proprio per le sue industrie tessili,all’ età dei sedici anni il giovane Al Hallaj desideroso di approfondire le sue esperienze spirituali,entrò nel mondo del sufismo e frequentando celebri shaikh sufi. Prima a Tustar ,città della regione iraniana dell Ahwaz, Al Hallaj entrò in contatto con il grande maestro sufi Sahl Bin Abdullah At Tustari il cui insegnamento era tutto incentrato sui profondi e molteplici sensi del Corano :per Sahl At Tustari il significato letterale del libro sacro è solo la scorza superficiale ,oltre la quale ve ne sono altri ,uno più profondo degli altri , fino al quarto e ultimo livello , che per Shaikh Sahl At Tustari consiste nell’>elevarsi del cuore (qalb) , grazie alla divina intuizione , sino a ciò che Dio ha realmente inteso>.Tale insegnamento fu determinante per Al Hallaj, che nel suo insegnamento farà molto spesso ricorso al senso allegorico dei versetti coranici. Al Hallaj non si limitò al contatto con il grande Shaikh Sahl Bin Abdullah At Tustari,ma entrò a contatto con altri shuyuk sufi,infatti visitando città come Wasit, Bara , e Baghdad il giovane sufi incontrò numerosi maestri del sufismo, tra cui Shaikh Amr Bin Uthman Al Makki a Basra ed Hazrat Junaid Al Baghdadi a Baghdad. Il carattere esuberante della ricerca spirituale di Husayn Mansur Al Hallaj,parve estremo a certi maestri tradizionalisti,e così il giovane Al Hallaj entrò in conflitto con tali ambienti. Al Hallaj così inizio autonomamente la sua opera di direzione spirituale ed il profondo trasporto con il quale Al Hallaj praticava la sua predicazione ,purtroppo lo fece apparire agli occhi delle autorità del tempo, come un semplice,agitatore politico o membro di quelle sette religiose estremiste che a causa del malcontento religioso e sociale, compivano sovente varie insurrezioni. E Al Hallaj attorno ai 30 anni dovette subire un primo arresto. Husayn Al Hallaj dopo il suo primo pellegrinaggio ai luoghi santi dell’ Islam ,sente il bisogno di svolgere ulteriormente la sua predicazione e guida. Così Al Hallaj per ben 5 anni gira nel vasto territorio dell Iran in tale modo, predica alle genti più disparate. Proprio durante questo tempo Hazrat Al Hallaj mette mani ai suoi primi scritti tra cui i celebri”Detti ispirati”e proprio la natura ispirata di queste sentenze,suscitò i preconcetti e i sospetti dei benpensanti,i quali videro in Al Hallaj un pericoloso “eretico”.Le ostilità contro Al Hallaj crebbero al suo rientro a Baghdad,quando fu chiaro che la predicazione del grande mistico,attraeva sempre di più tutte le genti. Prova di ciò è che Al Hallaj ,che in arabo significa cardatore,inizio ad essere chiamato con il titolo spirituale di “Hallaj al Asrar” ossia “Il Cardatore di Segreti” per la sua capacità di leggere nel profondo e segreto dell’ animo umano. Ora Al Hallaj era divenuto un personaggio molto celebre e ben 400 discepoli entrarono con Al Hallaj,alla Mecca ,durante il suo secondo pellegrinaggio .Al termine di questo suo secondo pellegrinaggio ,Al Hallaj si trasferì a Baghdad che in quel tempo era vero e proprio centro di cultura e sapere.Dopo appena un anno,Al Hallaj sente la forte necessità di un ulteriore viaggio. Tale viaggio durerà 5 anni e questa volta la meta del secondo viaggio “apostolico”di Al Hallaj sono le periferie estreme dell ‘ impero islamico,Louis Massignon grande studioso di Al Hallaj ci ha parlato di questo secondo viaggio , le cui mete furono l’India il Kashmir ed il Turkestan ,dove Al Hallaj con grande ardore predicò alle genti del posto,che ancora erano pagane,persone che poi restarono in contatto epistolare con Al Hallaj. Quando Husayn Bin Mansur Al Hallaj rientrò a Baghdad, la sua popolarità era immensa e nessuno poté più ignorarlo. Gli acerrimi nemici di Al Hallaj si rimisero a tramare per danneggiarlo. Ma Husayn Ibn Mansur Al Hallaj,indifferente alla chiacchiere e illazioni dei suoi nemici,decise di partire per il suo terzo, ultimo e decisivo pellegrinaggio a Mecca, dove si intrattenne per due anni in grande devozione. Molto probabilmente durante questa sua ultima permanenza a Mecca , Al Hallaj maturò dentro di sé il senso profondo del martirio,evocato spesso da allora in poi come la sola soluzione della sua>>Follia d’ Amore>>che esige totalmente il totale annientamento(Fanà) dell’ amante nell’ Amato Divino. A testimoniarci tale pensiero ci sono questi densi e intensi versi di Al Hallaj <<I pellegrini si recano a Mecca ,e io da Chi abita in me;quelli offrono vittime, io offro il mio sangue e la mia vita>>.Così ora tutta la vicenda di Al Hallaj si combina con la confusa situazione politica di quel momento, le pressioni dei nemici riuscirono a far istruire una sorta di processo contro Al Hallaj,ma in seguito al intervento di un grande dottore della legge, Ibn Surayj, il procedimento contro Al Hallaj fu sottratto alle competenze della corte, sostenendo che le dottrine interiori dell’ accusato non potevano essere giudicate secondo le norme della legge esteriore. Ma Hazrat Husayn Ibn Mansur Al Hallaj ,non era ancora libero, infatti restò per ben 9 anni prigioniero nel palazzo del califfo,come un sorvegliato speciale, nella speranza che la prigionia, facesse scemare la profonda influenza di Al Hallaj sulle masse. Ma la fama di Husayn Ibn Mansur Al Hallaj non diminuiva per nulla. La prigionia di Al Hallaj giunse bruscamente al termine nel 922 dell’ era cristiana. In seguito a nuovi equilibri politici nel palazzo califfale,i nemici acerrimi di Al Hallaj ritrovarono vigore. Memori dei loro passati fallimenti,questa volta l’ azione dei nemici di Al Hallaj fu rapidissima :confezionarono grazie a cavilli giuridici,un capo d’ accusa contro Al Hallaj. Il vizir califfale, nutriva un feroce ed antico odio contro Al Hallaj e prima di consegnare il grande sufi al prefetto di polizia,aggravò ulteriormente la crudeltà della esecuzione. All’alba del 26 marzo del 922 dell’ era cristiana, le truppe califfali prelevarono Al Hallaj dalla prigione, così fu condotto su una spianata, davanti ad una grande folla di persone e venne flagellato violentemente. Ed in un parossismo di violenza , ad Hazrat Husayn Al Hallaj furono recisi mani e piedi e il suo corpo mutilato fu issato su una croce affinché tutti potessero vederlo. Ed il corpo crocifisso di Hazrat Husayn Bin Mansur Al Hallaj rimase esposto per tutto il giorno e tutta la notte e solo il mattino seguente Al Hallaj ,ancora vivo, fu tirato giù dal patibolo per essere ucciso, infatti Al Hallaj fu decapitato e le sue spoglie furono arse ed le ceneri di Al Hallaj furono gettate dall’ alto di un minareto perché il velo le disperdesse totalmente. Hazrat Husayn Bin Mansur Al Hallaj rappresenta l’ apice della mistica sufi e della sua profonda ambizione a raggiungere dunque l’Unione con Dio e del Amore per Dio. Più delle parole, la citazione di alcuni suoi bei versi rende l’ idea.>>Io sono Colui che amo>>recita sublimemente Hallaj : Io sono Colui che amo , e Colui che amo è me : siamo due spiriti che abitano un solo corpo se tu mi vedi ,vedi Lui se tu vedi Lui ,vedi Noi già in tali sublimi versi Al Hallaj parla di identità tra e stretta connessione tra lui e il suo Amato ossia Dio. La totale attrazione dello spirito di Al Hallaj verso l’Unità di Dio la vediamo in questi versi stupendi Il Tuo Spirito nel mio il Tuo Spirito si è mescolato al mio come il vino all’ acqua pura . Se qualcosa Ti tocca, tocca me, io sono Te , in ogni stato. Dunque in Hazrat Husayn Ibn Mansur Al Hallaj domina l’ ardente desiderio verso L’ Amato Dio. In Hazrat Husayn Ibn Mansur Al Hallaj unione ed identità non vanno minimamente intese come un mescolamento tra natura umana e natura divina , ma come il totale sopravvento che l’Io divino prende sul io dell’ uomo fino al punto tale che anche il pronome personale di prima persona non si riferisce più all’ individuo che lo pronuncia bensì solo a Dio soggetto reale. Al riguardo Hazrat Husayn Bin Mansur Al Hallaj ricorda molto spesso che il segreto è tutto nel gioco fra il piccolo “io”temporale e il grande “ Lui” della Ipseità Divina. Il caso di Hazrat Husayn Bin Mansur Al Hallaj aveva diviso le coscienze della comunità islamica e degli stessi sufi,generando una forte tensione tra i tradizionalisti e i mistici sufi. Così sorgono i teorici del sufismo, in quanto dopo il tragico martirio di Hazrat Shaikh Husayn Bin Mansur Al Hallaj , tutti i sufi dunque si trovano sotto il tiro dei rigoristi ortodossi. Per questo i primi teorici sufi ritengono essenziale sistematizzare tutto il materiale circa il Sufismo. Infatti tutto il IV secolo dell’ egira il X secolo dell’ era cristiana, è segnato dall’ opera di preservazione e trasmissione dell’ insegnamento dei grandi maestri sufi. Il trattato più antico sul Sufismo è il Kitab Al Lumà di Hazrat Abu Nasr As Sarraj (m.378/988)poi un altro trattato sul sufismo e quello di Hazrat Abu Talib Al Makki (m.386/996) che è intitolato Qut Al Quloob. Un altra testo fondamentale sul sufismo è il Kitab At Taarruf Li Madhhab Ahl At Tasawwuf .Di poco successivo ad Hazrat Abu Bakr Al Kalabadhi è Shaikh Abu Abd Al Rahman As Sulami(m.421/1021 ) autore tra l’ altro di una ottima biografia di santi sufi intitolata Tabaqat AsSufiyin. Poi nel V secolo dell’ egira,XI secolo troviamo l’ imponente Hilyat Al Auliya di Shaikh Nuaim Al Isbahani grande biografia di santi sufi. Sempre in arabo troviamo l’ eccellente Risala Al Qushairiyya di Shaikh Abu l Qasim Al Qushairi (m.465/1072) che è un resoconto generale della struttura teorica del Sufismo mirabilmente completo ed impostato, ed assolutamente preciso.Ed quasi contemporaneo ad Shaikh Abu l Qasim Al Qushairi è il primo trattato sul Sufismo scritto in persiano , il Kashf Al Mahjub,di Shaikh Ali Hujwiri noto anche come Hazrat Data Ganj Bakhsh , la cui tomba è centro di devozione e preghiera sufi nella città di Lahore in Pakistan. Ora il Sufismo viene ad assumere l’ aspetto di vie sufi (Turuq) ben organizzate e strutturate attorno ad un Murshid ossia una guida iniziatore che, donavano alla tariqa la propria wird , le formule i simboli come li ha ottenuti dal suo defunto maestro .Vengono a crearsi le silsila ossia catena di iniziazione e trasmissione mistica Queste Turuq sono la chiara e istituzionalizzazione del sufismo, molte delle quali le troveremo fortemente radicate nel Subcontinente Indo pakistano Le principali Turuq sufi sono queste :la Suhrawardiyya che è attribuita ad Hazrat Diya AdDin Abu Najib As Suhrawardi (m.1168)ma portata avanti da suo nipote grande teorico sufi, Hazrat Shihab Ud Din Abu Hafs Umar As Suhrawardi (m.1234),la Qadiriyya che risale al grande mistico di origine iraniana Hazrat Shaikh Abd Al Qadir Al Jilani (m.1166),la Rifaiyya che deriva dal famoso sufi iracheno Shaikh Ahmad Ibn Ar Rifai(m.1182) ,la Yasaviyya che è stata fondata da Shaikh Ahmad Al Yasavi(m.1166) la Kubrawiyya di Shaikh Najm Ud Din Kubra (m.1221) e che conta anche delle sue sedi nel Kahmir , poi la Chishtiyya fondata da Hazrat Muin Ud Din Chishti (m.1236)La Suhrawardiyya e La Chishtiyya sono le prime Turuq sufi che sono giunte nel Subcontinente Indo-Pakistano,ed tali due ordini sufi hanno prosperato durante la prima fase della diffusione dell’ Islam nel Subcontinente , ossia il Sultanato di Delhi, poi tali 2 ordini nel periodo Mughal furono affiancati dalla Naqshbandiyya e Qadiriyya .L’ Ordine Chishti la cui silsila risale fino al celebre santo sufi Hazrat Imam Hassan Al Basri,prende il suo nome da Chisht un villaggio nei pressi della città di Herat nell ‘ attuale Afghanistan, in cui nel XII secolo risedette il fondatore della tariqa sufi,Hazrat Khwaja Abu Ishaq. La Tariqa Chishtiyya venne introdotta in India dal celebre sufi Khurasanico Shaikh Muin Ud Din Chishti discepolo di un grande asceta Shaikh Uthman Harwani, Shaikh Muinuddin Chishti durante i suoi spostamenti conobbe i sufi fondatori degli ordini kubrawi ed suhrawardi. Shaikh Muinuddin Chishti entrò in India prima della conquista di Muhammad di Ghur e così si stabilì ad Ajmer centro militare nel cuore del territorio dei Rajput entrando a contatto con gli joghi hindu come anche testimoniano le agiografie sufi , come ad esempio la conversione di Ram Dev all’ Islam, dopo un confronto di Karamat(miracoli) proprio con Shaikh Muinuddin Chishti o la conversione del grande joghi Jai Pal.E dopo la conquista di Ajmer da parte di Shihab Ud Din Ghauri la città divenne il centro dell’Ordine Chishti.Hazrat Muinuddin Chishti come suo Khalifa successore a Dehli pose Hazrat Bakhtiyar Kaki che favorì la diffusione della Chistiyya in tutto il circondario di Delhi.Khwaja Hamiduddin Nagauri ,altro grande discepolo di Khwaja Muinuddin Chishti, favorì la diffusione dell’ Ordine Chishti a Nagor. Hazrat Baba Farid Ganj Shakkar , discepolo di Khwaja Bakhtiyar Kaki,diffuse l’ ordine sufi, in tutta l’ area a nord di Delhi soprattutto nel Punjab tra India e Pakistan,infatti la tomba di Hazrat Baba Farid, si trova nella città di Pakpattan nell’ attuale Punjab pakistano,tanto ché numerose tribù punjabi fanno risalire la loro conversione al Islam, proprio all’azione di predicazione di Hazrat Baba Farid. Con il grande Shaikh Nizamuddin Awliya (1234-1325),discepolo di Hazrat Baba Farid Ganj Shakkar, la Chishtiyya raggiunge il suo acme ,proprio durante le dinastie sultaniali dei Khalji e Tugliq.Shaikh Nizamuddin pur restando distaccato dal potere,attirava numerosi dignitari di corte e grandi letterati,come il celebre poeta Khwaja Amir Khusraw(1253-1325) e la dargah di Nizamuddin Awliya divenne presto un importantissimo crogiolo di formazione e diffusione della cultura indo-persiana.L’Ordine Chishti contribuì molto alla diffusione dell’Islam nel Subcontinente.Già Khwaja Muinuddin Chishti era molto noto per la sua diffusione del messaggio islamico di pace , amore,di spiritualità concetti riassunti nella espressione sulh-i- kull ,ossia concordia e pace con tutti.Tutti i sufi chishti furono gelosi della loro autonomia dal potere politico ,inoltre, i sufi chishti gestivano enormi refettoti comuni, a cui tutti , ricchi e poveri erano trattati con rispetto ed affetto.I Chishti seguvano la dottrina sufi del monismo ontologico(wahdat al wujud)e questo li avvicinava molto ai mistici hindu, per altro i Chishti furono molto liberali ed cordiali con la popolazione Hindu, i loro conventi erano aperti a tutta la popolazione sia musulmana che hindu. La Chishtiyya infatti è molto favorevole al Samaa , al concerto spirituale e all’ ascolto di musica mistica, in queste riunioni dedicate al Samaa ,i Chshti portavano gli abiti colorati e favorivano anche la presenza di non musulmani.Abu l Hasan Ali Nadwi afferma che il possesso di poteri miracolosi , persuase gli yogin, della profonda superiorità della devozione e spiritualità dei sufi.Egli scrive:L’ eccellenza morale e la devozione , nonché lo spirito di umanità e di fraternità , di cui i predicatori chishti si facevano fautori persuasero le popolazioni locali che i loro conventi rapresentassero una rivelazione proveniente dall’ alto>>.I santuari sufi,Chishti e non solo,svolgono differenti funzioni all’ interno delle società indopakistane. La funzione meno appariscente,è quella della iniziazione mistica , con le pratiche che le sono corredate ,una vera istruzione mistica(piri-muridi)Nelle dargah chishti ,oltre al Dhikr, avviene il Samaa , i concerti di ascolto di musica sufi , ed ognuno di tali conventi chishti,mantiene uba formazione di cantori(qawwal)che fanno seguire il loro canto con harmonium e percussioni.Dal momento che i poteri miracolosi ( Karamat)sono legati alla dimensione mistica e si palesano costantemente , tali ricoveri sufi sono luoghi addetti alla cura di mali sia fisici che psichici.Nelle dargah,viene praticata la vasta gamma delle scienze curative si va dalla medicina razionale, quella greca detta yunani,fino a pratiche magiche giungendo fino alla medicina profetica(tibb-i- nabawi)Ma tali dargah sufi, nel Subcontinente Indo-Pakistan per i devoti costituiscono luogo di intercessione (shafaa) sia da parte dei santi sufi colà sepolti, sia da parte dei santi sufi viventi.I pellegrini si recano in visita alle tombe (Mazar) di questi santi sufi,chishti o no,per ottenere da Dio benefici materiali e spirituali.I devoti,diretti dagli addetti religiosi di questi santuari sufi,depongono tutta una serie di offerte,rivolte a Dio in nome del santo sufi,tali offerte sono corredate ad una invocazione. I fedeli poi recitano la Fatiha(prima sura del Corano presso la tomba del santo in questione. Alle preghiere molto spesso i devoti aggiungono dei voti, con i quali i supplicanti s’ impegnano a fare un certo dono quando riescano a ottenere un certo beneficio. Il secondo ordine sufi molto diffuso nel Subcontinente Indo-Pakistano, è quello della Suhrawardiyya. La Silsila Suhrawardi risale ad Hazrat Najib AD Din Abd Al Qahir Suhrawardi (m.1169) e sotto la direzione spirituale di suo nipote Shaikh AD Din Umar Abu Hafs AS Suhrawardi , questo austero ordine sufi si diffuse in tutto l’ Iraq. Shaikh Shihab AD Din Suhrawardi è prima di tutto un grande teorico e del Sufismo ed è autore di un eccellente manuale sul Sufismo intitolato Awarif Al Maarif .Shaikh Shihab AD Din non era un asceta che viveva nel costante isolamento, sebbene passasse dei periodi di ritiro spirituale (ar.Khalwa,persiano,Chilla), amava incontrare i notabili. Il califfo AN- Nasir li dini ‘llah, aveva ben intuito il profondo ascendente dei capi Sufi ed nutriva grande stima e rispetto per Shaikh Shihab AD Din Suhrawardi.Così associò il grande shaikh sufi alla sua futuwwa (cavalleria) aristocratica ed AN Nasir inviò Shaikh Shihab AD Din come ambasciatore da Ala AD Din Kaiqubad,governato re Seljuq di Konya (1219-36) dal’ Ayyubide Al Malik Al Adil e da Khwarizmshah.Il califfo An Nasir edificò per Shaikh Shihab AD Din Suhrawardi una ribat,.L’ Ordine Suhrawardi,assieme ai Sufi Chishti,durante la fase del Sultanato di Delhi,ha conosciuto una grande diffusione nel Nord del Subcontinente Indo Pakistano .

SUF4

Ma il centro Suhrawardi per eccellenza, si trova a Multan nell’ attuale Punjab pakistano. Il principale discepolo di Shaikh Shihab AD Din AS Suhrawardi, Shaikh Bahauddin Zakariya Multani,si stabilì nella attuale città pakistana di Multan e qui fondò la prima Khanqah Suhrawardi nel Subcontinente. Il ricovero suhrawardi così godette di enorme prestigio anche grazie alle buone relazioni stabilite con il sovrano Iletmish,che nominò suo Shaikh Al Islam un sufi suhrawardi ,Shaikh Nur AD Din Mubarak Ghaznawi. L’Ordine Suhrawardi ebbe strette relazioni con il potere durante tutto il periodo del Sultanato di Delhi. Così Shaikh Bahauddin Zakariya Multani nomino suo vicario (Khalifa)il figlio Shaikh Sadr AD Din Arif(M.1285)ed il figlio di Shaikh Sadr AD Din Arif ,Shaikh Rukn AD Din Rukn e Alam ebbe ottime relazioni con gli ultimi sultani Khalji e i primi Tughluq e in questo modo convogliò il consenso dei sudditi verso Muhammad Ibn Tughluq. I Sufi Suhrawardi ritenevano essenziale l’ impegno politico e sociale,ed volevano moralizzare il potere politico. Khaliq Ahmad Nizami,nel suo articolo intitolato “Some aspects of Khanqah life in Medieval India”ci parla delle regole di vita dei due ordini sufi ,evidenziando le profonde diversità tra Chishti e Suhrawardi .Proprio Shaikh Shihab AD Din Suhrawardi nel suo manuale di Sufismo Awarif Al Maarif,ritrova la sanzione per la costituzione della vita nelle Khanqah ,nei versi del Corano della Sura XXIV v.36-37 >>In case che Dio ha permesso vengano elevate e vi si menzioni menzioni il Suo nome , cantino le lodi a Lui ,all’ alba e al tramonto ,uomini, che né commerci né vendite distolgano dalla menzione di Dio dal compiere la Preghiera etc>>.E Nizami evidenzia delle differenze nello stile di vita dei sufi dei due ordini. Nizami afferma che la Khanqah Chishti di solito è composta di una grande sala (Jamaat Khana) in cui gli abitanti conducono una vita di comunità, il tetto di tale Jamaat Khana è supportato da un certo numero di pilastri. I devoti possono stare e anche riposare in tale grande sala e non vi è alcuna discriminazione nell’ accogliere le persone in tale Khanqah. Lo studioso afferma che in tali Khanqah Chishti se il cibo era disponibile tutti dovevano condividere questo cibo ma il cibo era veramente umile .E tutto ciò lo sappiamo grazie ai dettagli sostanziali sulla vita della Khanqah del grande sufi chishti Hazrat Khwaja Nizamuddin Awliya che possiamo trovare nella eccellente opera Fawaid Al Fuad di Shaikh Amir Hasan Sijzi importante murid di Shaikh Nizamuddin. Nizami fa notare che le Khanqah Suhrawardi di Multan erano differenti da quelle Chishti. I Suhrawardi non evitavano i contatti con il potere e se le spese delle Khanqah Chishti erano sostenute grazie ai “Futuh” doni appunto offerti dai devoti, i Suhrawardi avendo contatti con le autorità godevano delle entrate dei jagir (entrate economiche per via dei villaggi)Nelle Khanqah Chishti al di là delle grandi distribuzioni di cibo l’ atmosfera generalmente era di grande povertà e tanta semplicità. Ma nelle Khanqah Suhrawardi dominava una atmosfera aristocratica e sontuosa. La Khanqah di Shaikh Bahauddin Zakariya Multani era tanto sontuosa , e il santo suhrawardi provvide a costituire una stanza per gli abitanti e una per i visitatori. La Khanqah di Shaikh Bahauddin Zakariya,era dotata di granai,di forzieri. E certo le Khanqah Suhrawardi, a differenza di quelle Chishti non erano aperte a tutti ,e Shaikh Bahauddin Zakariya Multani aveva stabilito degli orari fissi per i contatti. Certo differenti categorie di persone,studiosi , politici,soldati , asceti Hindu etc affollavano le Khanqah specialmente quelle dei Chishti per esporre i propri problemi ed esigenze. Il Sufismo nel contesto islamico e anche Subcontinente è visto come un ponte di dialogo tra Islam ed altre fedi e credenze religiose. Già le prime agiografie sufi nel contesto delle aree nel Subcontinente, ci informano di contatti molto frequenti tra sufi ed yogin hindu, e nel corso del tempo nel Hindustan si sono avuti esempi di coraggiosa apertura tra fedi, si pensi all imperatore Akbar(1556-1605)molto legato ai sufi ed aperto verso i suoi sudditi hindu o al Pricipe Dara Shikoh fortemente amante della grande saggezza indiana ,specialmente delle Upanishad e del Bhagavad -Gita.

SUF3

Il Principe Dara Shikoh tradusse pure in persiano le Upanishad che chiamò Sirr e Akbar( segreto maggiore) ed compose anche una monumentale e sublime opera intitolata Majma Al Bahrayn (La Confluenza dei Due Mari), nella quale Dara Shukoh svolse un profondo studio comparato della terminologia, della cosmologia e delle dottrine di Upanishad e Sufismo.Prima del citato Dara Shikoh, altri due eccellenti personalità sono al crocevia tra Sufismo e Hinduismo,si tratta di Kabir(1440-1518) e di Guru Nanak.Il Guru Granth Sahib , testo sacro dei Sikh ,contiene, oltre agli insegnamenti dei maestri, anche inni devozionali di santi appartenenti al movimento Bakhti e di Sufi tra cui del celebre Hazrat Baba Farid .In India dopo Chishtiyya e Suhrawardiyya si diffonderanno altri importanti ordini sufi.Primo fa essi è l’ ordine della Naqshbandiyya un ordine sufi che sorse nell’ Asia Centrale. I Sufi Naqshbandi ebbero un importante ruolo politico e furono sostenuti e patrocinati da Babur fondatore dell’ impero Moghul.La Naqshbandiyya si diffuse in India grazie alla costante attività di Khwaja Muhammad Baqi Billah (1563-1603) I Naqshbandi sono assertori della dottrina del monismo fenomenologico (Wahdat As Shuhud) che risale al grande sufi Shaikh Husayn Bin Mansur Al Hallaj ed in India fu approfondito da Alauddin Semnani , e perfezionato dal grande sufi naqshbandi Hazrat Ahmad Sirhindi,riformatore del sufismo.Un altro ordine famoso nel Subcontinente è la Qadiriyya che fondata in Iraq dal Celebre Sufi hanbalita Shaikh Abd Al Qadir Al Jilani, venne introdotta nel Hindustan da Shaikh Muhammad Ghawth ed Shaikh Myan Mir Lahori contribuì alla diffusione della Qadiriyya.Un ordine sufi locale è la Kubrawiyya fondata da Shaikh Najm UD Din Kubra, fu portato nel Kasmir da un eminente autore sufi quale è Shaikh Ali Hamadani.Nel Kashmir un fenomeno molto interessante fenomeno è quellodei Sufi Rishi non appartenente ad alcun ordine sufi arabo o dell’ Asia Centrale .Il Subcontinente Indo-Pakistano conosce una grande varietà di ordini sufi perchè accanto agli Ordini Sufi ortodossi vi sono anche ordini sufi di natura eterodossa chiamati bi-shar cioè che si pongono al di fuori della pratica della legge essoterica. In Pakistan e nel nord dell’ India si parla di Qalandariyya.In Pakistan Sehwan Sharif nel Sind celeberrima è la Dargah di Hazrat Lal Shahbaz Qalandar un sufi di origine iraniana, che si poneva nel solco del grande Shaikh Husayn Bin Mansur Al Hallaj,che gode di immensa fama nel Sind.Il Sufismo anche nella modernità nel Subcontinente nonostante tensioni radicali si conferma grande forza attrattiva ed influenze sulla politica e i pellegrinaggi alle Dargah sufi di Laeder pakistani ed indiani lo dimostra ad esempio Bhutto in Pakistan o Indhira Ghandi che si recava ad Ajmer al santuario del grande Khwaja Muinuddin Chishti per poter ottenere consensi dalla comunità islamica indiana e la Chishtiyya esercita grande attrazione in tutto il Subcontinente.