SITI UNESCO

 Forte di Lahore

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Il Forte di Lahore, noto anche come cittadella di Shahi Qila, si trova nella città di Lahore, nel Punjab, in Pakistan. Sorge nella parte nord-occidentale della città, vicino alla città fortificata. Tra i siti più famosi del complesso si ricordano: Shish Mahal, la Porta Alamgiri, il Padiglione Naulakha e Moti Masjid. Il forte è lungo 450 metri e largo 350. Nel 1981 il forte venne aggiunto ai Patrimoni dell’umanitàdell’UNESCO insieme ai Giardini Shalimar.
Particolare dello Shish Mahal.

Le origini del Forte Lahore sono sconosciute. Secondo la tradizione la fondazione di Lahore e del suo forte è basata su miti e viene attribuita aLava, figlio di Rama, eroe del Ramayana dell’era epica (1200 a.C.800 a.C.). Durante gli scavi del 1959 da parte del Dipartimento dell’Archeologia davanti a Diwan-e-Aam, venne trovata una moneta d’oro diMahmud di Ghaznadatata A.H. 416 (1025D.C.) ad una profondità di 8 metri. Gli scavi proseguirono per altri 5 metri portando ad importanti scoperte sulle persone che abitarono qui molto prima della conquista di Lahore da parte di Mahmud nel 1021. Si hanno altre citazioni del forte grazie alle successive invasoini diShahab-ud-din Muhammad Ghuri dal 1180 al 1186

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Giardini Shalimar

 

I giardini Shalimar  vennero costruiti dal Gran Mogol Shah Jahan a Lahore, in Pakistan. La costruzione iniziò nel 1641 (1051 A.H.) e venne completata l’anno seguente. Il progetto venne eseguito sotto il comando di Khalilullah Khan, un nobile della corte di Shah Jahan, insieme a Ali Mardan Khan e Mulla Alaul Maulk Tuni (Mulla ‘Ala’ ul-Mulk Tuni).

STORIA

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Il sito apparteneva in origine ad uno dei nobili della famiglia Zaildar, nota come Famiglia Mian Baghbanpura. Alla famiglia venne assegnato il titolo di Mian dal Gran Mogol per i servizi offerti all’impero. Mian Muhammad Yusuf, ai tempi il capo della famiglia Mian, donò il sito di Ishaq Pura all’imperatore Shah Jahan dopo aver subito pressioni dagli ingegneri reali che volevano costruire in quel luogo a causa dell’ottima posizione e della buona qualità del terreno. In cambio Shah Jahan lasciò la gestione dei neonati giardini alla famiglia Mian. La famiglia si occupò dei giardini Shalimar per oltre 350 anni.

Nel 1962 i giardini passarono allo Stato per decisione del generale Ayyub Khan visto che la famiglia Mian si era opposta alla legge marziale imposta dal generale in Pakistan.

Il festival Mela Chiraghan veniva tenuto regolarmente all’interno dei giardini finché il presidente Ayyub Khan lo eliminò nel 1958.

Descrizione

I giardini Shalimar hanno la forma di un parallelogramma oblungo, circondato da un alto muro a mattoni, famoso per le proprie greche. Il giardino misura 658 metri sulla direttrice nord-sud, e 258 sulla est-ovest. Nel 1981 i giardini Shalimar vennero inclusi dall’UNESCO tra ipatrimoni dell’umanità insieme al Forte Lahore.

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I giardini si sviluppano da sud a nord su tre terrazze, sopraelevate di 4-5 metri una dall’altra. Le tre terrazze hanno nomi in lingua urdu:

  • quella superiore si chiama Farah Baksh (“apportatrice di piacere”)
  • quella mediano si chiama Faiz Baksh (“apportatrice di bontà”)
  • quella inferiore si chiama Hayat Baksh (“apportatrice di vita”)

Shah Nahar: Irrigazione dei giardini

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Per irrigare i giardini venne creato un canale noto come Shah Nahar (canale reale), in seguito chiamato Hansti canal (canale ridente). Questo condotto prendeva l’acqua da Rajpot (l’odierna Madhpur in India) ad una distanza di oltre 161 chilometri. Il canale interseca i giardini terminando in un grande bacino in marmo nel terrazzo mediano.

Le 410 fontane

In questo bacino e nel canale sorgono 410 fontane che riforniscono d’acqua le piscine in marmo. L’area circostante è rinfrescata dalle fontane, particolarmente amate dai turisti nelle visite estive. Degna di nota è la maestria degli ingegneri del Mogol, tanto che tuttora gli scienziati non sono in grado di capire il funzionamento di queste fontane. La distribuzione sui tre livelli è questa:

  • il livello superiore contiene 105 fontane
  • il livello mediano contiene 152 fontane
  • il livello inferiore contiene 153 fontane
  • il totale è quindi di 410 fontane

Edifici dei giardini

Tra gli edifici presenti nei giardini possiamo ricordare:

  • padiglione Sawan Bhadum
  • Naqar Khana ed i suoi edifici
  • Khwabgah o camera da letto
  • Hammam o bagno reale
  • The Aiwan o sala grande
  • Aramgah o luogo di riposo
  • Khawabgah di Begum Sahib o luogo dei sogni della moglie dell’imperatore
  • Baradaries o padiglioni estivi
  • Diwan-e-Khas-o-Aam o sala delle udienze private e pubbliche con l’imperatore
  • due porte e minareti negli angoli del giardino

Alberi dei giardini

Tra gli alberi presenti nei giardini ci sono:

  • mandorli
  • meli
  • albicocchi
  • ciliegi
  • gokcha
  • mango
  • mori
  • peschi
  • susini
  • pioppi
  • cotogno senza semi
  • piccoli cipressi
  • arbusti
  • aranci aspri e dolci
  • Oltre a varie specie di piante di frutta odorose e non

THATTA

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Thatta è una città storica di 22000 abitanti situata nella provincia Sindh del Pakistan, nei pressi del lago Keenjhar, il più grande specchio d’acqua dolce dello stato. I principali monumenti di Thatta sono stati elencati tra i Patrimoni dell’umanità. A causa della vicinanza con il grande porto di Karachi l’antica e pittoresca città è meta di turisti.

Storia

La città, che in passato comandava il delta dell’Indo, fu capitale del basso Sindh dal quattordicesimo secolo. Nel periodo in cui comandarono i Soomro fu capitale del Sindh per 95 anni. A partire dal 1592 venne governata per conto dell’impero dei Gran Mogoldi Delhi. Dopo la cessione nel 1739 della provincia allo Shah Nader della Persia, Thatta venne abbandonata.

Tra i monumenti di Thatta si trova la moschea di Jama (nota anche come Moschea Shahjehani e Moschea Badshahi), costruita dallo Shah Jahan nel 1647-49 ed ornata con vetrate a mosaico. Questo edificio è composto da 101 cupole ed è stata progettata in modo che la voce dell’imam potesse raggiungere ogni angolo dell’edificio senza l’uso di megafoni o di altre tecnologie.

Vi si trovano anche le tombe di Jam Nizamuddin, le Sette Sorelle Soomro Satihoo (che regnarono nel 1461-1509), molti regnanti Tarkhan ed ufficiali del Mogol. Una grande necropoli con migliaia di tombe si trova nella vicina Makli Hill.

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Mohenjo-Daro

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Mohenjo-daro significa letteralmente il monte dei morti, nome che condivide con Lothal.Mohenjo-daro è un’antichissima città risalente all’Età del bronzo, situata sulla riva destra del fiume Indo, nell’attuale regione pakistana del Sindh, a 300 km a nord-nord-est di Karachi. Insieme adHarappa, è una delle più grandi città dellaciviltà della valle dell’Indo(33001300 A.C.).

Si estende per circa 100 ettari. È divisa in due settori: una cittadella e una città bassa. Sulla cittadella si trova una struttura in mattoni cotti a forma di vasca, soprannominata il Grande Bagno, un enorme granaio e unostupa, nonché un tempio buddista più tardo.

Avendo sofferto poche degradazioni nell’età moderna, il suo stato di conservazione è migliore di quello diHarappa, ed è, di conseguenza, un’importante fonte di informazioni sulla civiltà cui apparteneva.

La città è stata costruita nel corso del III millennio a.C. ed è stata abbandonata alla fine del XVIII secolo a.C., verosimilmente a causa della variazione del corso di un fiume.

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Takht-i-Bahi

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Takht-i-Bahi  è un sito di importanza storica situato nel distretto di Mardan della provincia di Khyber Pakhtunkhwa (un tempo nota come Provincia della frontiera del nord-ovest), in Pakistan. Contiene i resti del famoso monastero buddhista risalente al primo secolo d.C. ed è inserito tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Takht significa “trono” mentre bahisignifica “acqua” o “fonte” in lingua persiana/lingua urdu. Il complesso monastico venne chiamato Takht-i-Bahi per il fatto di essere costruito sulla cima di una collina, vicino ad un fiume.

Takht-i-Bahi è il tehsil (divisione amministrativa) più fertile di Mardan. Esistono molte piantagioni, alcuni dei quali sono coltivati a tabacco, frumento e zucchero di canna. Il primo impianto per la produzione dello zucchero dell’Asia meridionale venne costruito qui dal governo coloniale britannico.

I villaggi di Lund Khwar, Sher Garh, Charsadda, Sahr-i-Bahlol e Mazdoor Abad sono altri siti storici nei pressi di Takht-Bhai. Contengono rovine di siti buddhisti non ancora completamente scavati. Il termine “Sehri-Bahlol” viene tradotto in vari modi. Secondo le persone del luogo è un termine in lingua hindko che indica un titolo onorifico per un esponente politico e religioso della zona. In ogni caso il nome non è vecchio quanto il villaggio Sehri-Bahlol. Il villaggio si trova sulla cima di una collina circondata da terreni che utilizzati a scopi agricoli. Le precarie condizioni economiche, la bassa scolarizzazione, e la presenza di commercianti di antichità privi di scrupoli pongono seri problemi alla preservazione dei siti archeologici minori.

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Sahr-i-Bahlol

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Sahr-i-Bahlol  è un sito storico nelle vicinanze di Takht-i-Bahi, ad una distanza di circa 70 chilometri a nord-ovest di Peshawar, capitale della North West Frontier Province in Pakistan. È stato incluso tra i Patrimoni dell’umanitàdell’UNESCO nel 1980.

Contiene resti di un Buddha non ancora completamente scavato. Antichità quali statue, monete, utensili e gioielleria sono molto comuni. Il termine “Sehri-Bahlol” significa, secondo gli abitanti locali, “Signor Bahlol” (personaggio politico e religioso locale) in lingua hindko. In ogni caso il nome non è vecchio quanto il villaggio di Sehri-Bahlol.

Le persone del luogo vivono di agricoltura sfruttando i terreni lussureggianti che circondano la collina su cui sorge il paese. Per arrotondare lo stipendio praticano un’archeologia illegale scavando sotto le proprie case o nei terreni circostanti, e vendendo i reperti recuperati ad antiquari locali.