STORIA

La Repubblica Islamica del Pakistan (پاکستان in Urdu) è uno Stato dell’Asia meridionale. Il Pakistan confina a ovest con l’Iran, a nord con l’Afghanistan, ad est e sud-est con l’India. La parte di Kashmir amministrata dal Pakistan confina con la Cina a nord-est. A sud si affaccia sul mar Arabico, un mare dell’Oceano Indiano.

Il Pakistan è una repubblica islamica federale, il cui attuale presidente della Repubblica è Mamnoon Hussain e il cui Primo Ministro in carica è Nawaz Sharif.

Con più di 200 milioni di abitanti è il sesto stato più popoloso del mondo: oltre ad essere il secondo maggior stato musulmano nel mondo dopo l’Indonesia, è anche un membro importante dell’Organizzazione della Conferenza Islamica.

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Origine del nome

L’origine del nome Pakistan è controversa, in urdu e in persiano pak significa puro di spirito, per cui aggiungendo il suffisso -stan, terra il significato sarebbe “terra dei puri”. La prima apparizione del nome, nella forma Pak(i)stan risale al 28 gennaio 1933nell’opuscolo “Now or Never. Are we to live or perish forever?” di Choudhary Rahmat Ali (noto anche come Rehmat Ali Khan), uno dei principali sostenitori dell’indipendenza dello Stato islamico. Nelle intenzioni dell’autore il nome nasce dalla contrazione dei nomi delle regioni nell’area che lui individuava come patria dei musulmani del nord dell’India e cioè Punjab, Afghania (l’attuale Khyber Pakhtunkhwa), Kashmir, Sindh e Belucistan.

Storia

I primi proponenti l’indipendenza di una nazione musulmana iniziarono ad apparire al tempo dell’India coloniale britannica. Tra essi vi era lo scrittore e filosofo ‘Allāma  Muhammad Iqbal, che argomentava che una nazione separata per i musulmani era essenziale in un subcontinente altrimenti dominato dagli Indù. La causa trovò una guida in Mohammad Ali Jinnah, che divenne noto come Padre della nazione e riuscì a convincere i britannici a dividere la regione in due parti: il Pakistan, a maggioranza musulmana, e l’India, a maggioranza indù.La nazione che oggi è il Pakistan è stata parte dell’India fino al 14 agosto 1947.

Dal 14 agosto 1947 fino al 1971, la nazione fu costituita dal Pakistan occidentale e dal Pakistan orientale, essenzialmente bengalino, i cui territori erano però separati dal Bengala indiano. Nel 1971 il Pakistan orientale si ribellò e, con l’aiuto di truppe indiane, divenne lo stato indipendente del Bangladesh, anche se l’India non concesse mai al suo Stato del Bengala di riunificarsi col Bangladesh.
Dall’indipendenza, il Pakistan è anche sempre stato in disputa con l’India sul territorio del Kashmir, portato “in dote” dal suo sovrano hindu all’Unione Indiana, al momento della divisione del sub-continente, malgrado la netta prevalenza musulmana della popolazione che teoricamente avrebbe dovuto comportare l’adesione al Pakistan della regione.

Nel frattempo (1956) venne proclamata la repubblica facendo decadere i Windsor nella persona di Elisabetta II.

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Subito dopo l’indipendenza, India e Pakistan entrarono in guerra tra di loro, a seguito dell’invasione di Jammu e Kashmir da «elementi tribali» pakistani. Ulteriori guerre furono combattute nel 1965 e nel 1971 su quel territorio. Nonostante le numerose battaglie, lo status del Kashmir rimane in un limbo: tale disputa ha complicato le relazioni tra Pakistan e India. Il Pakistan ha anche avuto una disputa – relativamente dormiente da quando la guerra fredda terminò con il ritiro delle truppe sovietiche – con l’Afghanistan, sulla Durand Line. Dopo l’intervento americano in Afghanistan, la viabilità della Durand Line è molto più importante per la sicurezza globale.

La storia politica pakistana è divisa in periodi alternati di dittatura militare e governo democratico parlamentare. Lo status di dominion terminò nel 1956 con la formazione di unaCostituzione e la dichiarazione del Pakistan come una repubblica islamica; i militari presero però il controllo nel 1958 e tennero il potere per più di 10 anni. Il governo civile ritornò ad essere eletto dopo la Guerra indo-pakistana del 1971.

Negli anni ottanta, il Pakistan ricevette sostanziosi aiuti dagli USA, e assorbì milioni di rifugiati afghani, soprattutto Pashtun, che fuggivano a causa dell’intervento sovietico. L’influsso di così tanti rifugiati ha avuto un grande impatto sul Pakistan. La dittatura del generale Muhammad Zia-ul-Haq vide un’espansione della legge islamica, oltre a un afflusso di armi e droghe dall’Afghanistan. Nel 1988 il generale morì in un incidente aereo e il Pakistan ritornò ad avere un governo democraticamente eletto, con l’elezione diBenazir Bhutto.

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Dal 1988 al 1998 il Pakistan ebbe un governo civile, guidato alternativamente da Benazir Bhutto e Nawaz Sharif, che furono entrambi eletti due volte e deposti con la consueta accusa di corruzione. La crescita economica declinò verso la fine di questo periodo, tarpata da politiche economiche errate associate a corruzione politica e clientelismo. Altri fattori limitanti sono stati la crisi finanziaria asiatica e le sanzioni economiche imposte al Pakistan dopo i suoi primi test nucleari nel 1998. Questi test avvennero poco dopo che anche l’India aveva testato armi nucleari, accrescendo le paure di una corsa agli armamenti nucleari nell’Asia meridionale. L’anno successivo, il conflitto del Kargil in Kashmir minacciò di sfociare in una guerra su vasta scala.

Nell’elezione del 1997 che portò nuovamente Nawaz Sharif ad essere Primo ministro, il suo partito ricevette un’ampia maggioranza dei voti, ottenendo abbastanza seggi nel parlamento per modificare la costituzione, per eliminare i controlli formali che limitavano il potere del Primo ministro. Le sfide istituzionali portate all’autorità di Sharif dal capo della Corte Suprema Sajjad Ali Shah e dal capo militare Jehangir Karamat furono rintuzzate, nel primo caso con un’invasione della Corte Suprema da parte di attivisti del partito.

Il crescente autoritarismo e le voci di corruzione del governo di Sharif portarono a una vasta sollevazione popolare, culminata nel 1999 nel colpo di Stato militare del generale Pervez Musharraf, che ha assunto il titolo di capo dell’esecutivo e ha nominato un Consiglio nazionale di sicurezza composto da otto membri quale organo di governo. Musharraf ha in seguito accentrato nelle sue mani anche la presidenza del paese, prorogando il mandato fino al 2007 con un referendum svoltosi nell’aprile 2002.

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Nel 2004 Musharraf ha iniziato una serie di passi per far ritornare la nazione a una certa qual formale democrazia, essendosi impegnato a dimettersi da capo delle forze armate per la fine del 2004. Nonostante il suo impegno formale, il 14 ottobre 2004 il Parlamento pakistano ha approvato una legge che ha consentito a Musharraf di mantenere entrambe le cariche, «per continuare la lotta al terrorismo e salvaguardare l’integrità territoriale del Pakistan». Musharraf si è infine dimesso da capo delle forze armate solo dopo che la Corte Suprema ha convalidato la sua rielezione a Presidente della Repubblica del 7 ottobre 2007.

Mentre le sue riforme economiche hanno portato alcuni benefici, il programma di riforme sociali sembra avere incontrato una certa resistenza. Il potere di Musharraf è minacciato dai fondamentalisti islamici, che si sono rafforzati dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 e sono particolarmente irritati dalla stretta alleanza politica e militare di Musharraf con gli Stati Uniti. Per ironia della sorte tale alleanza si è creata proprio in seguito all’attacco alle Torri Gemelle, quando gli statunitensi cercarono un appoggio contro l’Afghanistan.

Nel 2005 un terremoto di magnitudo 7,6 scosse la regione del Kashmir causando più di 30.000 vittime, di cui gran parte bambini.

Negli ultimi mesi del 2007 il Pakistan è stato teatro di aspre rivolte dovute alla situazione politica instabile. Il 27 dicembre 2007 il capo del partito dell’opposizione Benazir Bhutto è stata uccisa in un attentato dopo una manifestazione nella città di Rawalpindi.

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Il 18 agosto 2008, in seguito all’accusa di aver violato la costituzione e alla conseguente apertura di una procedura di impeachment, Musharraf ha annunciato le sue dimissioni pur dichiarando la sua innocenza. In seguito alle sue dimissioni le funzioni di Presidente della Repubblica sono state assunte dal Presidente del Senato Mohammedmian Soomro, conformemente alla Costituzione pakistana. Il 6 settembre 2008 Asif Ali Zardari, già marito di Benazir Bhutto, è stato eletto nuovo Presidente.

Città principali del Pakistan  stima del 2010
Pos. Città Provincia Popolazione Pos. Città Provincia Popolazione
1 Karachi Sindh 15 205 339 11 Sargodha Punjab 600 501
2 Lahore Punjab 7 129 609 12 Bahawalpur Punjab 543 929
3 Faisalabad Punjab 2 880 675 13 Sialkot Punjab 510 863
4 Rawalpindi Punjab 1 991 656 14 Sukkur Sindh 493 438
5 Multan Punjab 1 606 481 15 Larkana Sindh 456 544
6 Hyderabad Sindh 1 578 367 16 Sheikhupura Punjab 426 980
7 Gujranwala Punjab 1 569 090 17 Jhang Punjab 372 645
8 Peshawar Khyber Pakhtunkhwa 1 439 205 18 Rahim Yar Khan Punjab 353 112
9 Quetta Balochistan 896 090 19 Mardan Khyber Pakhtunkhwa 352 135
10 Islamabad Territorio della capitale 689 249 20 Gujrat Punjab 336 726

Etnie

Il gruppo etnico più numeroso è il punjabi seguito da quello dei sindhi; altre minoranze, di stirpe iranica, sono i pashtun (che hanno nell’Afghanistan la loro patria originale) e ibalochi (presenti sia in Afghanistan che nell’Iran sud-orientale). Infine vi sono i muhajir (lett.: “emigrati”), propriamente non un gruppo etnico in quanto con questo termine si designano i profughi musulmani giunti dall’India dopo la spartizione. Ci sono anche apprezzabili minoranze di altri gruppi etnici immigrati come i bengali, concentrati a Karachi. In Pakistan, anche se è uno stato musulmano, vi sono anche delle minoranze di religione cristiana, buddista e animista. Questo è dimostrato anche dalla bandiera: la fascia bianca rappresenta la parte delle minoranze non mussulmane.

Religione

Circa il 97% dei pakistani sono musulmani. I musulmani appartengono a diverse scuole chiamate Madhahib (singolare: Madhhab) cioè “Scuole di Giurisprudenza” (anche ‘Maktab-e-Fikr’ (Scuole di Pensiero) in Urdu). Quasi l’80% dei musulmani pakistani sono sunniti ed è presente una corposa minoranza di circa il 20% di sciiti. La maggioranza dei musulmani sunniti seguono la scuola hanafita ed una minoranza quella hanbalita nelle correnti definite wahhabita o degli Ahle Hadith. La scuola hanafita ha poi le correnti barelvita e deobandita. Sebbene la maggioranza degli sciiti pakistani siano duodecimani è presente una discreta minoranza ismailita, composta da Nizari e Mustaali.

Le percentuali di appartenenti alle diverse religioni sono le seguenti:

  • Islam 173 000 000 (97%) (dei quali circa 80% sunniti e 20% sciiti)
  • Induismo 3 200 000 (1,85%)
  • Cristianesimo 2 800 000 (1,6%)
  • Sikh circa 20 000 (0,04%)

con minoranze di parsi, ahmadi, buddisti, ebrei, bahai e animisti (soprattutto i Kalash di Chitral). Il Pakistan è il secondo Paese musulmano per popolazione ed anche il secondo Paese al mondo per popolazione sciita.

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